sabato 31 dicembre 2016

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@@ 58 FINE DEL 2016: STANDARDARDIZZAZIONE DELLE CERTEZZE 

L’ultimo del’anno mostra risultati raggiunti
nell’arco di trecentosessantacinque giorni,
all’attraversamento a capo di cui s’è giunti
affinandoci quei chiari e delineati contorni
grazie a cui abbiamo preso innovativi spunti.

Il nuovo periodo ci rafforza grazie al passato
riempiendoci con una struttura più matura
perché l’esperienza avuta rende duratura

la creazione di ciò che finora è stato espiato.

L’esperienza ci arma di punte più taglienti
con cui possiamo affrontare il futuro
afferrando saldi in mano mezzi preminenti
che permetteranno di sfondar muro
se ci illuminiamo i frangenti che sono spenti.

Gente, iniziate tutti l’anno con ascolto
dell’animo grazie a cui appare il nascosto vero
in quanto è la sola via per afferar molto
di quello che la vita offre nel modo più sincero.

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mercoledì 21 dicembre 2016

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L'EQUILIBRIO POETICO


"La Strofa sull'equilibrio poetico?"
Ha domandato Lei improvvisamente..
Non c'è alcunché in ciò patetico
quando mi viene chiede dirompente
nel modo che supera ogni estico
piombandomi in maniera consistente
che riesce a svelare l'ambletico
con un sistema del tutto preminente.

La poesia è la struttura
che nasce da dentro
ripristinando duratura
esistenza del centro
che sopraeleva statura
in personal epicentro
che dentro così perdura
muovendosi a rientro
con azioni per via sicura.

La perfezione esiste
e la poesia questo ci mostra
eliminando ogni triste
con rime che girano a giostra.

Di ciò l'inconscio è fautore
perché assimila le nostre sensazioni 
attraverso parola d'autore
che ci genera le massime emozioni.

E' situazione di stasi
che crea la parola
introducendo in fasi
in cui felicità cola.


La mancata perfezione muove i miei tasselli
e la rima li riallaccia in armonia
in modo che un suono perfetto rende più belli
gli spazi ombrosi lungo la via
illuminandosi così come i colorati acquarelli.

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domenica 18 dicembre 2016

RECKONER

Reckoner
You can’t take it with you
Dancing for your pleasure

You are not to blame for
Bittersweet distractor (2)

Dare not speak its name
Dedicated to all you all human beings

Because we separate like
Ripples on a blank shore
(in rainbows)

Because we separate like
Ripples on a blank shore
(in rainbows)

Reckoner

Take me with you
Dedicated to all you all human beings.

TRADUZIONE IN ITALIANO:



COLUI CHE GIUDICHERÀ

Tu che giudicherai
Non puoi portarlo con te
Danzando per il tuo piacere

Non ti può essere data la colpa
Per dei tranelli agrodolci (2)

Non osare pronunciare il suo nome
Dedicato a tutti gli esseri umani

Perché ci separiamo come
Le increspature delle onde su una spiagga deserta
(Negli arcobaleni)

Perché ci separiamo come
Le increspature delle onde su una spiagga deserta
(Negli arcobaleni)

Tu che giudicherai

Portami con te
Come dedica a tutti gli esseri umani.

COMMENTO:
rimasticato, rimaneggiato e rigenerato durante gli anni, questo pezzo nella stesura definitiva del 2007, conserva davvero poco della versione originale del 2000 ma Reckoner contiene un verso da cui poi è nato il titolo dell'album di appartenenza stesso: "in rainbows"; il poeta di Oxford Thom Yorke ha iniziato infatti a cantare "gli arcobaleni": significa che s'avvicina alla conclusione del tempo nostro; questo suo guardare al d là del presente infatti, lo porta al di là del tempo, là dove finalmente verremo giudicati e la morte non avrà più dominino. Quand'è infatti che appaiono gli arcobaleni nei testi sacri? Nell'Apocalisse e quindi dopo ls morte come sintomo di fine di un viaggio di vita fino a quel momento intrapreso.
"Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i 7 tuoni fecero udire la loro voce. Io ero ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo chemi disse: " metti sotto sigillo quello che hanno detto i 7 tuoni e non scriverlo."
Nella prima strofa, ci si rivolge a un "calcolatore" che "non può portare" qualcosa con sé: "danza per il suo piacere" (o "scaccia via il piacere": dipende dalle versioni). Questo brano sembra raccontare un dialogo tra Yorke e un robot, o un computer. Thom, proprio come Zaphod nella Guida galattica di Adams, sta parlando con il suo computer; gli esterna il suo rammarico per la sua estraneità ai piaceri della vita e aggiunge che non vede niente da rimproverare nella sua natura: non è colpa sua se è stato programmanto per fornire anche risposte sbagliate (distractors= risposte sbagliate nei quiz a risposta multipla); Risposte giuste d'altra parte, a volte rimangono indecifrabili: è il caso del leggendario "42" di Pensiero Profondo, in Douglas Adams, a proposito del senso della vita, dell'universo e di tutto quanto. C'è una canzone di collegamento inoltre che si allaccia perfettamente alla medesima e che è un invito a vivere con dolcezza e con lentezza: questa è l'unica strada per intraprendere una via d'uscita, per percorrere l'arcobaleno dopo la tempesta.

GO SLOWLY                        CAMMINANDO LENTAMENTE
Come slowly to me                  Vieni qui, lentamente
I've been waiting                       Ti ho aspettato               
Patient                                      Paziente
Patiently                                   Con pazienza
I didn't                                     Non l'ho fatto
But now I can see                     ma ora posso vedere
That there's a way out               che c'è una via d'uscita 
That there's a way out.              che c'è una via d'uscita.

Go slowly è un invito a vivere con dolcezza e con lentezza: a rallentare godendosi così tutto con intensità e coscienza. Questa è l'unica strada per intraprendere una via d'uscita, diciamo "un arcobaleno dopo la tempesta": un arcobaleno naturale, non metafisico. 






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venerdì 16 dicembre 2016

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@@@ 68 AUGURI AL MIO ARTEFICE DI FOLLIA

Eccoci arrivati ancora ad un punto primo:
auguri di buon compleanno di poesia fido compagno

per ciò che rappresenta  quel che stimo

essere un punto di lubrificazione in completo bagno

che apre le porte ad un personale rivo.


Ti scelsi per intraprendere questo viaggio
perché sei stato il primo a porti come un amico vero

sempre pronto ad offrirmi solido retaggio

per un aiuto ai miei freni di cui non sono stato fiero

dopo che incidente ne mostrò ingranaggio.


Sei stato sempre la mia solida spalla
che mi ha aperto strade non più cercate

dopo che si sono inserite in una balla

tutte le vicissitudini di prima più amate.


La forza della tua amicizia tuttavia
mi ha reso possibile incanalarmi in nuove strade

in cui tu sei stato presente nella via

dove chiarezza di Folli visioni sono state donate.


Il tuo appoggio sincero allora mi ha guidato
senza mai avere rimorsi

per quello che poi diversamente ho poi dato

aggredendo vita a morsi

in cui di sincero appoggio mi sono circondato.

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COMMENTI DEL LETTORE
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@@@@@ 139 OBBLIGATORIETA' DA CONDIZIONE FORZATA

"Basta star insieme e tutto prenderà via" dicevo,
ma la strada più semplice è stare fermi senza far nulla
e in questo maniera vado avanti nel mio longevo
modo da gran fifone che si sente al sicuro nella culla.

Sono però stufo di viver in questa maniera
dovendo accettare delle azioni che non avrei mai fatto,
ma che son costretto con l'azione sincera
a svolgere dopo aver spezzato con la vita l'iniziale patto.

Allora volo con la fantasia

che permane intensa nella mente
facendomi volar lontan via
grazie ad un emozione dirompente.

La mia è una costrinzione obbligata
alla quale sono costretto
onde rendere pienamente emanata
dal fondo del mio petto
la profonda sensazione emanata.


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COMMENTI DEL LETTORE

09-07-2014 ADDIO AL CELIBATO AL PICCIO

Alle 19:00 sono a casa di Gemy come prestabilito nei giorni precedenti per poi andare allo stadio del Borgo dove ci avrebbe aspettato il pulmino organizzato da Luca per andare al suo addio al celibato a Sinigaglia; corsi allo stadio però ci siamo accorti che non c’era nessuno ad aspettarci e telefonato al festeggiato Luca, ecco l'avviso che non era quello lo stadio dove ci si doveva aspettare ma quello di Castello. Così io e mio padre con Gemy a bordo, siamo tornati verso il nostro punto di partenza; arrivati allo stadio finalmente abbiamo intravisto il Piccio insieme alla sua troupe di amici storici del Borgo appoggiata dalle possenti spalle del mitico Giomba che guidava il gruppo nella trasferta castelana insieme al Mosca con di desiderio di accompagnare Luca in questo suo addio alla passata gioia giovanile di libertà che lo avrebbe condotto alla segregazione obbligata alla vita familiare con la compagna per tutta la vita. Ci siamo allora presentati al gruppo di ragazzi che ancora non conoscevamo e appresa con gioia la loro affinità di pensiero, abbiamo aspettato tutt'insieme il furgoncino che ci avrebbe accompagnato verso Sinigaglia; ecco così puntuale apparire il pulmino di Leonardi; abbiamo conosciuto l’autista, un omone di bella presenza che nessuno avrebbe mai immaginato la grande simpatia che ci ha divertito tutto il viaggio e alle 19:45 si parte per arrivare dopo una mezzora di fronte al bar della Cima per un caffè e una sigaretta; il Piccio consapevole dell'alcool che avrebbe assimilato in spiaggia, inizia il riscaldamentola tensione incominciava ad intravvedersi nell'aria ma si sarebbe mostrata solo a fine serata; Gemy nel frattempo inizia la scalata al viaggio nelle vesti del conosciuto tra la gioventù con cui è cresciuto, "Sindaco"; il Mosca fa conoscenze con il bel biondo sepolcrino quando saliti nuovamente in pulman ripartiamo dopo la gradevole sosta, verso la Riviera; arriviamo in autostrada con grande divertimento dopo una serie di imprevedibili quanto simpatiche trovate dell’artista-autista Guido che cantando e comunque deliziandoci con simpatie di ogni genere permettendoci grazie alla sua grande esperienza di guida, di arrivare a Sinigaglia verso le 21:15 dove ci stava aspettando lo storico rappresentante di classe del liceo nonché ingegnere di mezzi per la diversa abilità motoria, Ange sempre indaffarato nel suo lavoro attraverso tutto ciò che può essere mezzo di comunicazione e avvicinamento all'attività di giudizio d'ordine. Alle 21:30 siamo tutti insieme al ristorante che avevamo prenotato chiamato “La bussola”.Abbiamo così iniziato a mangiare tra un’infinità di bridisini e cori “offensivo-simpatici” nei confronti del Piccio, alle 23:00 eravamo ancora al primo che si è presentato nella lieta forma di tagliatelle al pesce, quando poi oecco partire un susseguirsi ripetitivo di black out all’interno del ristorante in cui si spegnevano le luci per 2, 3 minuti per poi riaccendersi; il tempo tra una cazzata, cori e ironie di ogni genere riguardo la carcerazione impressa anche con il vestiario del Piccio, scorre  gradevolmente coltivando le nuove ed interessanti conoscenze con i ragazzi del gruppo basate su racconti di ogni tipo e sull’esposizione di esperienze personali che avevano lietamente contraddistinto la vita di ognuno. Alle 23:45 arriva poi quello che si può definire il secondo a base di pesce; i cori continuano all’impazzata fino al caffè, limoncello e amaro. Finita la cena verso 00:20 si procede lungo la spiaggia bardati delle giuste munizioni d'alcool racchiuse in un magico secchiello da spiaggia con cui Ange ricordandosi quando ci giocava con la sabbia riempendolo tutto, ormai cresciuto sostituisce il contenuto riempendolo di vino, che ohimé presto finisce appartandosi in un lettino in spiaggia per profonda meditazione con se stesso; tra uno scherzo ed un racconto teso a far pentire Luca della scelta fatta, prendono inizio le “Picciniadi”: in giro per il lido il Piccio doveva superare delle prove che si caratterizzano in
1. riuscire a convincere dei ragazzi a fare il “seggiolino del papa”con le mani mettendosi seduto di sopra.
2. la secoda e tremenda prova che mette a dura prova la futura moglie, di ballare con una ragazza.
3. salire in un albero mentre la gente passa.
Superate brillantemente le prove, inaspettatamente il “dramma di serata”: un amico del Piccio alterato in maniera importante dall’alcool, impazzisce nel momento che si accorge di aver perso nel suo “vagare alterato” , il proprio cellulare di 800 euro; ecco poi inserirsi in questo atteggiamento fastidiosamente imprevedibile per chi gli sta intorno, l’autista Guido che riesce persino a perdere la sua infinita pazienza dicendo che non lo avrebbe fatto salire nel pulmino in quello stato. La situazione infine riesce a prendere una svolta positiva e alla fine si riesce a ripartire tornando la mattina.

giovedì 15 dicembre 2016

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@@@@ 379 RISCHI D’AMORE: L’UNICA SOLUZIONE


Mi manca, mi manca, mi manca…
E’ Lei che vorrei qui vicino.

Sono in situazione che arranca

bruciando ad accendino

la mia condizione che è stanca

perché a niente avvicino

al cuore nell’amorevole branca.


Si, tra una cosa e l’altra
mi sto allontanando via distante

con una movenza scaltra

che mi ha reso molto ansimante

il voler fermare quello che accade

in quanto è d’origine derivante

dalla parte di vita che triste decade.


Buttarmi su di Lei in tutto e per tutto
è l’unica soluzione

portando avanti idea di ciò che butto

capendo reazione

con il rischio che rimanga in asciutto.


Ma questo è quell’unico percorso
che bisogna accettare ogni volta

con rischio di poter sì aver corso

una soluzione che d’essere tolta

non vorremo mai aver dal dorso.

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COMMENTI DEL LETTORE

martedì 13 dicembre 2016

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@@@@ 377 - @@@@@ 139 CONDIZIONE D'OBBLIGO
 
Tutte le difficoltà molteplici
cambiano ogni condizione
costituendosi come attrici
per qualsiasi motivazione.

Mi rendo conto di fare troppo poco
e delle volte avrei voglia di lasciar stare
ma il desiderio brucia come il fuoco
pien di stimolo delle difficoltà affrontare.

Silenzio d'azione
e della parola il forte urlo
che dell'emozione
rende teneramente burlo
punto d'inibizione.

Vorrei fare ma mi perdo nei pensieri
incastonato in inerzia senza dei precedenti
con cui vitali cieli diventano più neri
e a mancato incontro mi mordo con i denti.

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COMMENTI DEL LETTORE:

lunedì 12 dicembre 2016

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@@@@ VISIONI NUOVE @@@@


Dopo il lavoro la stanchezza si sente
ma però mi metto a poetizzare l’aria che respiro;
è un potentissimo siero dirompente
che riesce ad“Andare Oltre”quello che ammiro.

Da quel dì così lontano,

mi sono obbligato a sentirmi dentro
prima di stringer mano
la visione che sembra esser al centro.


L’interiorità di un uomo
svela infatti diversi aspetti
che non lo rendon domo
di sviar per la strada i cretti.


Il Folle vuole tuttavia riparare il punto distrutto
che pur essendo irrisolvibile,
potrà esser assaporato con differente costrutto,
potendo esser concepibile
in nuova interiore essenza di un sublime frutto.


Se ci basiamo su interiorità profonde,
percepiamo come esista un calore
che ogni materialità dentro sé fonde
riempiendoci d’un senso di stupore
scorgendo l’Etere da altissime fronde
da cui per veduto bruciamo in cuore.


Ecco visioni nuove che ci nascono dentro
in un maturare lento
che pone delle grandi emozioni al centro
in modo che mi sento
dopo l’azione, delle soddisfazioni a rientro.


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COMMENTI DEL LETTORE

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@@@@ 377 COTTA ALLE PORTE


Fuori dal Burghy esce gente d’ogni razza:
è la Vigilia di Natale
e voglia della piena tranquillità impazza

spingendo in un canale

dove cerco disperatamente quella ragazza

perché so che mi vale

quanto gustare labbra su deliziosa tazza

visto che con le pale

stasera posso scavare con l’intera stazza

di uno spirito che sale

senza purtroppo però trovare bneamata mazza.

Ancora veramente non c’è stato tra noi niente
ma spero di iniziare il nuovo anno
in condizione dove Lei sarà a fianco presente
onde possa addolcire con un panno

stimoli che dal cuore arrivano fin su alla mente.

La gelosia materna pone i bastoni tra le ruote:
non rovinerà tuttavia ciò che Reeko in sé sente
perché l’Amore riempie quelle buche in noi vuote
che faranno sentire stimoli nel vivere presente.

Perciò apprezzerò tutti gli imput in prospettiva futura
affinché possano riempirmi completamente
potendo crearmi solida situazione che nel tempo perdura
strutturandosi nel fondo della mia mente.

La decisione insomma è stata presa
e la vita non riuscirà a fermarmi in alcun modo
perché questa volta gli farò la resa
prostare in avanti elimindogli punto d'approdo.


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venerdì 2 dicembre 2016

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@@@@@ 129 - @@@@@@ 137  L'AZIONE DELLA RIMA

Parole ad incastro

nascono all’istante
generando un mastro
di ciò che derivante
è dal mentale astro
che schizza distante. 


La sensazione che rapida se ne va
quando immediatamente
non si fissa per tutto ciò che poi fa
procedendo nel presente.

L’equilibrio perso
viene ripristinato con una poetica danza
finendo immerso
in un proprio modo che copre la distanza
in cui la vita verso
ottiene confusamente una caotica istanza
d’oggetto diverso
che tuttavia nel più veritiero modo avanza.

Poi nei momenti notturni
scopro quell’impercettibile
che mi mostra i veri turni
verso un’esistenza godibile
considerate tutte le diurni
movenze dell’imprevedibile.

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