mercoledì 21 febbraio 2018

02. - BIS1 20.

THERE THERE

In pitch dark i go walking in your landscape.
broken branches trip me as i speak.

just because you feel it doesnt mean it’s there.
just because you feel it doesnt mean it’s there.

There’s always a siren
singing you to shipwreck.
(don’t reach out, don’t reach out)
steer away from these rocks
we’d be a walking disaster.
(don’t reach out, don’t reach out)

Just because you feel it doesn’t mean it’s there.
(there’s someone on your shoulder)
just because you feel it doesn’t mean it’s there.
(there’s someone on your shoulder)

There there
Why so green and lonely?
Heaven sent you to me.

We are accidents
Waiting waiting to happen.

We are accidents
Waiting waiting to happen


TRADUZIONE E COMMENTO:


LA' LA'

Nel buio pesto, 
mi incammino nel tuo paesaggio
Rami spezzati mi fanno inciampare non appena io parlo

Solo perché lo senti non vuol dire che sia così
Solo perché lo senti non vuol dire che sia così

C’è sempre una sirena che col suo canto vuol farti naufragare
(non allungarti, non allungarti)
Stai alla larga da queste rocce
combineremo un disastro

Solo perché lo senti non vuol dire che sia così (c’è qualcuno sulla tua spalla)
Solo perché lo senti non vuol dire che sia così (c’è qualcuno sulla tua spalla)

Là, là
Perché così verde e solitario?
Il paradiso ti ha mandato da me

Noi siamo incidenti
in attesa di verficarsi

Noi siamo incidenti

in attesa di verificarsi


COMMENTO:


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COMMENTI PER IL LETTORE:



venerdì 16 febbraio 2018

4. IL COLORE DELLA FOLLIA

Il colore della Follia è il GRIGIO inteso come fusione tra BIANCO e NERO, tra i due poli opposti presenti nell'esistenza: Bene e Male, Amore e Odio, Simpatia e Antipatia, Positività e Negatività, ecc.... E' quindi l'esprimere alla vita un equilibrio proprio creato come una fusione dei suoi poli opposti da noi controllati attraverso l'interiorità che ha trovato un proprio equilibrio indissolubile.

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mercoledì 7 febbraio 2018

X CHI FOSSE O NON FOSSE ANDATO, UN COMMENTO AL MONDO EXPO 2015:

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giovedì 1 febbraio 2018

+###################++###################+ E SE LA VITA FOSSE DENTRO DI NOI?

"E SE LA VITA FOSSE DENTRO DI NOI", POTREMMO CREARE
---> IL FOLLE RICORDO DI UN'ESISTENZA
ONDE INDIVIDUARE IL METODO CHE AL MEGLIO SI CONFACCIA PER EVIDENZIARE AL MEGLIO LA NOSTRA PARTE INCONSCIA. FEDERICO NELLO SPECIFICO LO HA FATTO CREANDO "REEKO", IL SUO ALTER EGO INTERIORE E PIU' VERO CHE VIENE ESPRESSO ATTRAVERSO LA PROPRIA E PIU' IDONEA 
---> TECNICA POETICA,
RIUSCENDO IN QUESTO MODO A PERVENIRE AL
---> LA FOLLE SCOPERTA  CHE GRAZIE AL
---> LA MAGIA DELLA POESIA
GENERATO IN LUI UNA
---> FOLLE MATURAZIONE
DOPO CUI HA PRESO LUCE PER MEZZO DEL

---> LO SFOGO POETICO, LA PROPRIA
---> FOLLE RICOSTRUZIONE DI VITA CON CUI HA RAGGIUNTO LA SPIEGAZIONE DI TUTTO DETERMINANDO
---> LA NUOVA FORZA POETICA
CHE SI CONCRETIZZA NEL GENERARE IL
---> FOLLE SISTEMA DI VITA CON CUI SI GENERERA' IL FOLLE MONDO DI REEKO, COLUI CHE HA IL FOLLE MONDO DI REEKO
---> COSCIENZA DEL PERCORSO CHE HA DAVANTI POICHE' E' CONSAPEVOLE CHE 
---> SENSO DI PERFEZIONE PROPRIA PER MEZZO DI CUI FEDERICO E' RIUSCITO A TROVARE I
---> BLOCCO IMMAGINECHE HA GENERATO IL

TUTTO QUESTO E' STATA UNA
---> SCRITTURA D'EQUILIBRIO MEDICINALE
CHE HA PRODOTTO 
---> LA FOLLE RINASCITA
DI FEDERICO IN REEKO, QUEST'ULTIMO PERNO DEI 
---> MOTIVI DI VISUALIZZAZIONE POETICACON CUI SI INSTAURA LA
---> CHIAVE DI LETTURA 
DEL SITO WEB MEDESIMO CHE INFONDE LINFA VITALE AL
---> MONDO DELLE STROFE POETICHE
E RIUSCENDO A PRODURRE 
---> UN NUOVO ALFABETO DI VITA CHE DETERMINA LA PROPRIA FOLLE ESISTENZA:
---> "
IL MONDO DELLE STROFE POETICHE"
IN CUI REEKO RIESCE A CREARE 
---> L'AZIONE POETICA
CON CUI E' IN GRADO DI PERVENIRE A DELLE
---> CONSIDERAZIONI DI RISULTATO
CHE GLI HANNO FATTO SCOPRIRE
---> IL SEGRETO DELLA FELICITA' PORTANDOLO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA
---> FELICITA' INTERIORE E AL SUO COMPLETAMENTO ULTIMO
CHE GLI HA PERMESSO DI INDIVIDUARE IL PIU' EFFICACE
---> MEZZO DI DIFESA DALLE INSIDIE DELLA VITA
PER UNA
---> PERFEZIONE INTRINSECA DI SE STESSI
GRAZIE ALLA
---> FORZA DELL'INCONSCIO
CHE RIESCE A GENERARE L'ENERGIA PIU' VICINA ALLA PERFEZIONE
---> IL SENTIMENTO POETICO
E CHE CI CONDURRA' INFINE ALLA VERITA' ASSOLUTA PER MEZZO DI UN SENSO DI COMPRENSIONE DELLA PURA FOLLIA CHE AL MONDO D'OGGI INVADE IL PIANETA MA L'UOMO PUO' CONTROLLARE ED UTILIZZARE A PROPRIO PIACIMENTO GRAZIE A 3 STRUMENTI ONDE CUI POTER IN QUESTA MANIERA ANDARE AVANTI AL MEGLIO RIUSCENDO A VIVERE L'ESISTENZA PIU' A FONDO MATURANDO GRAZIE AD UN'INVINCIBILE SENSO DI FORZA INTERIORE.



COMMENTI DEL LETTORE:
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LA FORZA INTERIORE

La forza di andare avanti diversamente
dopo circostanze che incidono,
porta a rifletter nel cuore e nella mente
anche se la tua parte uccidono
se pur in una maniera che leggermente,
trae aspetti che a te sorridono.

Vita, oh vita maledetta,
perché togli e senza parole scappi?
Hai spasmodica fretta
di usar una modalità con cui tappi
quella nostra via retta
che è voluta,ma d’obbligo strappi.

Non ci sono delle spiegazioni alcune
che spiegar il tuo comportamento possano,
perciò bisogna aggrapparci alla fune
soddisfatti di quel che gli uomini indossano.

E’ in base a questo che non bisogna metter freni
in un continuo andar avanti che se pur confuso,
ci permette di renderci però diversamente pieni
di una forza che non rende così ogni uomo illuso
ma lo rafforza alla base fin a implementar i geni.



COMMENTI DEL LETTORE:

giovedì 18 gennaio 2018

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@@ 73 - @@@@@ 188 IMPRESSIONI D'EVIDENZA

Le passioni visive
che scrutano l'evidenza
ci rendono attive
impressioni dell'essenza
che le aspettative
raggiungono in coscienza
solcando delle rive
che delimitan l'Esistenza.

La fotografia le blocca
fornendogli il percorso
che fuori di noi sbocca
imprimendogli un morso
che il nascosto tocca.

Invisibile allor fuoriesce
rendendoci chiara
quella parte che non esce
perché fuor amara
e non vogliamo che cresce.

La trasciniamo in avanti
con i profondi ricordi
che sono quei derivanti
punti che non ti scordi
poiché dentro te abitanti
per creare gli accordi
che allineano gli istanti.



COMMENTI DEL LETTORE:

martedì 16 gennaio 2018

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L'AZIONE POETICA

Una profonda Follia d'abitudine
dentro me stabilmente si crea
creando la consueta attitudine
a considerar con evidenza rea
l'arrivare con una similitudine
a paragonarmi alla potente dea
che da altri riceve gratitudine.

Le costatazioni d'essenza giornaliera
che si infondono comandate dall'istinto,
costituiscono quella dolce preghiera
che nella Follia il reale ci rende tinto.

Pensiero nell'inconscio cade
in una maniera costante
che dalle problematiche evade
con la manovra creante
quel vittorioso asso di spade
che è diretto derivante
della bellezza che ci invade.

Una priorità nuova mi spinge
al placare l'ira che pervade
in lati oscuri dove dipinge
quel ch'è scuro per le strade.



COMMENTI DEL LETTORE:

mercoledì 10 gennaio 2018

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@@ 72 LE ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO

Il momento di decisione governativa
di politici che guidano il paese.
E’ input d’azione direttamente attiva
del popolo italiano con pretese
per veder dove la decisione poi arriva.

Le persone però sono ohimè stufe
di veder un azione politica cauta
e che brucia a fuoco in delle stufe
le idee che in spazio l’astronauta
vede passar di fronte al proprio viso
e in base a cui come l’argonauta
esamina, smascherando il travestito..

Sarà un’altra elezione non tesa al cambiamento
o solamente l’ennesimo impulso d’esasperazione 
a non poter ancora sentire sotto il nostro mento
segno concreto di un moto volto ad accelerazione?



COMMENTI DEL LETTORE:
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@@ 71 05-01-2018 BIRRA REAL FESTA DE BANJUL

Serata che nasce 
e magicamente poi muove
africani da fasce
che han superato le prove
fornendosi d'asce
per tagliar proprio dove,
passando rinasce
chi da origine ad altrove
ha mosso ganasce.

E allora in questa sera qui al birrificio,
l'evidenza prova
come d'esplosione a fuoco d'artificio
evidente rinnova
il capir come un'amichevole beneficio
sopraelevi nuova
spinta al risultato che con il sacrificio
lodevol giù piova.

Ormai riescono a parlare sul campo
dimostrando che se stretto, il gruppo crea
un anima sola che va oltre lo stampo
dal quale di norma gente si allontana rea.

In loro è presente la vita nella sua favola
che non è possibile capire se stiamo fermi,
restando chiusi in noi al centro da tavola
ma occorre invece che oltre a trattenermi,
io medesimo gli guidi l'impulso mentre vola.

E' tutto un gioco di controllo
di passioni e benefici
che ci stringono dolci il collo
senza lasciar cicatrici.

Continuate così Real de Banjul sempre
perché è questa la vostra strada
che non può che aprirvi larghe tempre
ad uno spirito che mai si degrada.



COMMENTI DEL LETTORE:

domenica 7 gennaio 2018

La luce non mostra,
la luce copre di bellezza
perché fuor giostra
un'invisibile raffinatezza
che visibil dimostra
come non sia mera amarezza
esterior causa nostra.

L'umanità è confusa da ciò che che vede in mano
perché non faticare è la più facile cosa
ma vivere realmente nell'esistenza in modo sano,
solo pizzichi di sicurezza a gocce dosa
non reali se non vengon inseriti in interior vano.

È proprio qui carissimi miei lettori che è nascosto quello che è vero
il quale non rispecchia al di fuori
se non perviene in modo sincero
riuscendo a sentir a pieno gli odori
che ingialliscono oro anche nero.

domenica 31 dicembre 2017

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@@ 70 - @@@@@ 187 LA FINE DI UN'ANNUALE REINIZIO

Ecco arrivato l'ultimo del'anno:
si, è stato un trecentosessantacinquennale
di giorni in cui pieno d'affanno
sono anche stato, ottenendo quel che vale
superando persino l'infausto danno
che in un passato momento creò l'irreale.

Questo duemiladiciotto
ha in particolar partenza lieta:
ormai all'esterno adotto
tutto quello che più mi allieta
poiché son io che dotto,
decido come arrivar alla meta.

Carissimi lettori,
il più bel augurio a tutti:
riempitevi di ori
non solo in cima ai frutti,
ma anche d’odori
intorno voi persino brutti
ma che ti assapori
alla pari di mali distrutti.

Ecco allora la mia visione diversa
di colui che vive sopra l’apparenza
rendendo in superficie infin emersa
somma d’anni di profonda pazienza
che in me diversamente imperversa. 

Vedete, potrò essere anche scarso poeta,
ma la vita mi ha d’inconscio maturato
facendomi capire che nel nostro pianeta
non esiste nulla all’esterno d’obbligato
se non concilia con nostro ego alla meta
del percorso che finisce poi appoggiato
sul più tenue istinto come finissima seta.



COMMENTI DEL LETTORE:


martedì 26 dicembre 2017

10. FOLLIA COME MEZZO PER "ANDARE OLTRE" QUALSIASI FORMA DI DOLORE.

Van Gogh in seguito ad un attacco di Follia, si tagliò il lobo dell'orecchio destro; Virginia Woolf soffrì di depressione ed attacchi d'ansia fino ad arrivare al suicidio; vediamo quindi quale sia il leggero e flebile confine che separa la Follia dalla pazzia, il quale spesso finisce per degradare nel più acuto senso di pazzia fuorviante dal momento che la realtà esterna non è come quello che la nostra indole interiore vorrebbe. In questi due casi, la FOLLIA è = al DOLORE FISICO nel suo caso estremo; in Reeko invece, questo ha un significato diametralmente opposto: il Folle ragazzo riesce a superare il Dolore "ANDANDO OLTRE" a questo e quindi perviene ad un suo superamento APPLICANDO NEL REALE LA PROPRIA PROSPETTIVA INTERIORE SU CUI EGLI RIESCE A GENERARE LA SUA PIU' INTENSA FELICITA' D'ANIMO. Ma perché allora non considerare una "Follia umana" anche la vicenda dell'antisemitismo di Hitler? Come ha potuto una sola persona far mobilitare una nazione ed alleati per quasi estinguere la razza ebrea e rom? In questo individuo era presente una sua genialità e tipicità che lo distingueva dalla e nella società normale ma che in mezzo ad essa, questo non si poteva nemmeno scorgere perché valutato con strumenti classici che non riuscivano ad "ANDARE OLTRE" la consuetudine di ragionamento in quel momento presente e perciò rimasero solamente rabbrividite da quello che generò lo scontrarsi con le forme più indecifrabili e misteriose dell'ignoto da cui pervenne l'impossibilità di non . 

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domenica 24 dicembre 2017

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@@ 69 RIFLESSIONI NATALIZIE 2017


E' giunto Natale come ogni anno:
le mie riflessioni di momento
che sono in auge,chiare mi danno
una visibile via a riferimento
che se seguita, consente l'affanno
di superarlo con il sentimento.

E' una manovra mentale questa
che su sensazioni proprie si appoggia
strutturando le possenti gesta
su cui ogni personale certezza poggia.

Il dolore nel medesimo modo
non ci colpisce
perché leghiamo con un nodo
ciò che agisce
con la penetrazione a chiodo.

Dentro stiamo distaccati dal'azione reale
basando l'ego su dei nostri capisaldi
che ci infondono un'emozione mai venale
portandoci a fare rimanere ben saldi
contro la profusione del'inamovibile male.

martedì 19 dicembre 2017

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@@@ 81 
@@@@@ 194 GEMY LADRO DI RICORDI: LA DISTRUZIONE DEL PASSATO

Troppa, troppa, eccessiva fiducia
per chi consideravo il Folle condottiero
che ha poi mostrato come si cucia
folta tristezza anche nell'avventuriero.

E' riuscito ancora a distruggere un altro
prezioso ed assai stupendo
ricordo dopo essersi mosso avanti scaltro
onde far scaturire l'orrendo
movimento senza dei precedenti peraltro.

Sono le quattro di notte proprio adesso
e domattina ohimè lavoro:
vorrei ficcarmi giù nel fondo del cesso
senza vedere vecchio oro
perdere valore che gli era stato annesso.

Quella sua azione mai contraddetta
è piombata in triste disgusto
vedendola raggiungere quella vetta
che non mi offre più il giusto.

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COMMENTI DEL LETTORE:

giovedì 14 dicembre 2017

IL RICHIAMO RELIGIOSO

La più profonda voce dell'inconscio
perdura continua in un'azione costante
nelle maniere per le quali "scoscio"
dal consueto Follia che ne è derivante.

Mi accorgo in tal modo che moscio
è quel protrarsi concreto nella parte importante
in modo che infine poi mi affloscio
quando non riesco a farne scaturir determinante
sapor di Follia che giù a scroscio,
piove nella mente nella maniera più illuminante.

Esiste un forte richiamo religioso
che urla di seguirlo a passo
onde poter rendere più armonioso
il sopraelevarsi su dal basso.

Esiste, esiste alla base della vita qualcosa
che ci possa spiegare l’origine di tutto
trascinandoci avanti in maniera armoniosa
onde poter gustare meglio il suo frutto.



COMMENTI DEL LETTORE

mercoledì 13 dicembre 2017

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@@ 67 - @@@ 77 - @@@@ 407 - @@@@@ 185 - @@@@@@ 144 AVVCINANDOCI AL NATALE 2017: LA RELATIVITA' DELL'IMPERFEZIONE UMANA 

Per Amicizia s'aguzzano spade,
l’Amore pienamente non esalta.
Questo è passo che avanti cade
al divenir che su in alto salta
giornate in Natale che pervade.

Riferimenti circostanti
che inchiodano nostri istanti
ad un protrar in avanti
momenti non mai lungimiranti
ad offrire le pressanti
ebbrezze di luci entusiasmanti.

Natale di profonda riflessione
è quello che mi aspetta
obbligato a continua ossessione
di ciò che ho in vetta
instaurando chiara precauzione
di quello che s’accetta
aspettando una copiosa cauzione
afferrando ciò che spetta.

Riflessione è l’unica maniera corretta
per ottenere nostro risultato
di un percorso che ha la base scorretta
e che è impressa in ogni dato.

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COMMENTI DEL LETTORE:

martedì 12 dicembre 2017

ETIMOLOGIA DELLA PAROLA FOLLIA


1Etimologia della parola "FOLLIA"
q       La parola "folle" in italiano deriva da "follis" latino, che significa però sacco di cuoio, mantice, sacco per contenere denari, cuscino, al plurale polmoni. La parola "pazzo" in italiano deriva da "patiens" dal verbo "patior", aver pazienza, tollerare, ma anche patire, sopportare un dolore.

q       Italiano : Follia lat. Follis "pallone", preso come simbolo di "testa vuota" 
q       Greco : m a n i a dal verbo m a i n o m a i sono furioso, pazzo, fuori di me
q       Latino : nel senso di demenza alienatio, amentia, dementia, insania
nel senso di pazzia furiosa furor
nel senso di accesso delirium
nel senso di stoltezza insania, stupiditas, temeritas, morositas
q       Inglese : Lunacy = pazzia, demenza. Termine composto da una radice sostantivale "lun(a)-" di origine latina e da un suffisso "-cy".
q       Tedesco : Wahnsinn = follia, pazzia, demenza, insania. Parola composta dal sostantivo "Wahn"(=illusione; delirio, mania) e dal sostantitivo "Sinn" (=senso)

q       Spagnolo : Locura = follia, pazzia. Termine composto da una radice aggettivale "loc(o)-" (=folle, pazzo, matto) e da un suffisso sostantivale "-(u)ra". Deriva probabilmente dall’arabo "Lauqa", "Lauq".

9. FOLLIA DI UNA DIVERSA VISIONE DELLA REALTA'


 Pirandello inizia a riflettere sulla pazzia in seguito a delle crisi della moglie. Nelle sue opere il tema della follia è quello della pazzia legato all'idea per cui la personalità degli uomini non è una, ma molteplici; ed i suoi personaggi si sdoppiano in più personalità. La personalità che ha l’uomo è soltanto un illusione, una maschera che ci mettiamo per difenderci dal caos della realtà. Noi crediamo di essere “uno” per noi e per gli altri, mentre siamo “centomila” individui diversi, a seconda della visione di chi ci guarda. L’unica via di relativa salvezza che dà ai suoi eroi è la fuga nell’irrazionale e nella Follia nel suo aspetto estremo; che sono gli unici strumenti per contestare le forme moralmente fasulle imposte dalle convenzioni sociali. Uno, nessuno, centomila Questo romanzo, l'ultimo di Pirandello, pubblicato nel 1926, riesce a sintetizzare il pensiero dell'autore nel modo più completo. Il protagonista Vitangelo Moscarda, infatti, può essere considerato come uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, e sicuramente quello con maggior autoconsapevolezza. Vitangelo Moscarda, è una persona normale, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita. Un giorno, scherzosamente, la moglie gli fa notare che il suo naso è leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa da quella che crede lui. Da quel momento l'obiettivo di Vitangelo sarà quello di scoprire chi è veramente lui. Decide quindi di cambiare vita (rinunciando ad essere un usuraio) anche a costo della propria rovina economica e contro il volere della moglie che nel frattempo è andata via di casa. Da tale sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la sua follia. Inizia così la serie delle pazzie di Moscarda: prima sfratta un povero squilibrato, Marco di Dio, dalla catapecchia che persino il padre usuraio, per pietà, gli aveva concesso gratuitamente per donargli una casa più grande. In seguito impone agli amministratori di liquidare la banca paterna, maltratta la moglie Dida (che pur ama) e la induce a lasciarlo. A questo punto i due amministratori, la moglie e il suocero sono contro di lui. Viene informato della macchinazione da Anna Rosa, un'amica di Dida, ed egli, rivelandole le proprie considerazioni sull'inconsistenza della persona, sulle forme che gli altri ci impongono, l'affascina, ma fa anche saltare il suo equilibrio psichico, e la donna, con gesto improvviso e inspiegabile, gli spara, ferendolo gravemente. Ne nasce uno scandalo enorme: tutta la città è convinta che tra lui e Anna Rosa ci sia una relazione colpevole. Dona tutti i suoi averi per fondare un ospizio di mendicità, ed egli stesso vi viene ricoverato. Il protagonista, in questo ospizio arriverà alla follia totale nel suo senso estremo di pazzia, dove però si sentirà libero da ogni regola mentale predeterminata, in quanto le sue sensazioni lo porteranno a vedere il mondo da un'altra prospettiva. Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita rinchiude, non basta cambiare nome, dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso diventando in questa maniera dei Folli aggiunge Federico nei panni del Folle Reeko.

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8. FOLLIA E MALATTIA MENTALE

La Follia intesa nel gergo comune come malattia mentale e la conseguente normalità: qual è il confine?

Possiamo considerare il confine tra normalità e patologia come un sottile filo nel quale cerchiamo di destreggiarci come un equilibrista. E se perdessimo l’equilibrio?
Nel corso degli anni si è cercato di dare definizioni chiare che potessero fungere da bussole orientative per la pratica clinica e per la società, ma tale compito si è rivelato alquanto arduo e complesso in quanto ci si imbatte in dimensioni eterogenee difficili da circoscrivere. Dimensioni quali salute, benessere, normalità, follia e patologia spesso si mescolano in un disordine semantico con il rischio di non raggiungere risultati che godano di chiarezza e validità.
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l’espressione salute mentale ci riferisce ad uno stato di benessere emotivo e psicologico attraverso cui l’individuo è in grado di utilizzare le sue capacità cognitive o emozionali. Tale nozione implica:
1    -   l’instaurarsi di relazioni interpersonali armoniche;
2    -    tollerare gli eventi stressanti interni ed esterni;
3    -  stabilire un idoneo adattamento alla realtà;
4    - costruire una funzionalità socio-lavorativa;
5    - costruire relazioni affettive stabili.

Tuttavia il concetto di salute è stato nel tempo, indissolubilmente associato a quello di normalità, e dunque sorge spontanea la domanda: cosa si intende per normalità? E quale significato ha invece l’anormalità?
Il concetto di normalità o meglio “norma” è andato a configurarsi come standard che una società deve seguire, un vestito da indossare e di conseguenza un comportamento che vada ad allontanarsi dalle norme imposte da una società è stato nel tempo considerato anormale. Il termine “anormale” significa letteralmente al di fuori della norma, al di fuori di un trend statistico.
Nel corso della storia, infatti, le varie società hanno etichettato la figura dell’anormale, del deviante, del folle, così da giustificare movimenti di repressione o di controllo dell’ordine sociale, (pensiamo all’anormalità degli ebrei dichiarata da Hitler per giustificare l’olocausto) costruendo sistemi e meccanismi di esclusione ed emarginazione di ogni forma di diversità e disadattamento, istituendo talvolta apparati e meccanismi burocratici “normalizzatori” aventi lo scopo di indirizzare verso il flusso del potere vigente.
“La Follia e il Folle diventano personaggi importanti nella loro ambiguità: minaccia e derisione, vertiginosa irragionevolezza del mondo e meschino ridicolo degli uomini”. La figura del Folle, come delineato da Foucault, ha assunto connotazioni differenti nel corso del tempo; se durante il Medioevo l’essere Folle equivaleva ad essere toccati dal demonio successivamente i Folli e i malati saranno integrati in un’unica categoria affidata al potere-sapere e a cure specialiste.
Inoltre, bisogna tenere presente che il concetto di anormalità va a mutare nel tempo e da cultura a cultura, assumendo nuove concezioni: ciò che un tempo era considerato inaccettabile oggi diventa consuetudine, ciò che per una società è caratterizzante e peculiare diventa inadattabile in un’altra società. Usi, costumi e standard di comportamento hanno accezioni diverse in paesi ed epoche differenti. Si tratta di un fenomeno variabile in perenne evoluzione generato dal peso dell’esperienza culturale. Proprio come la moda si modifica nel tempo, così anche il concetto di anormalità. Nella cultura islamica, ad esempio, se una donna non avesse il capo coperto sarebbe considerata “violatrice” della normalità presente, dunque perseguibile dalla legge. In alcune religioni induiste, esperienze allucinatorie o di possessione vengono considerate come fattori di maggiore santità, da venerare con riti e divinazioni; al contrario nella società occidentale viene attribuita a tale fenomeni una direzione patologica.
Nel recente tragico passato, la diagnosi psichiatrica ha accompagnato il regime totalitario, in un processo di categorizzazione in riferimento allo status patologico del deviante (come l’omosessualità, la disabilità). Nonostante si sia verificato un miglioramento del ruolo della psichiatria e delle considerazioni della società, questioni dibattute sono presenti anche oggi, ad esempio riguardo le famiglie omogenitoriali, accettate soltanto in alcuni paesi.

Vista dunque tale complessità, quali parametri bisogna utilizzare? La psichiatria ha cercato di conquistare la chiave di lettura per la comprensione della dimensione patologica utilizzando diversi criteri:
 1. Malattia come sofferenza soggettiva: Etimologicamente parlando, il termine malattia rimanda ad una condizione di sofferenza e dolore. Tuttavia tale criterio di morbilità appare debole in quanto alcune condizioni patologiche non rinviano al dolore bensì all’eccitamento come stato prevalente, inoltre la sofferenza soggettiva non necessariamente diventa stato patologico;
2. Malattia come devianza statistica:  è normale ciò che risulta maggiormente frequente nella popolazione ( distribuzione gaussiana o normale). Tale criterio appare fragile in quanto una condizione che sia rara non necessariamente va considerata come limite e dunque come potenziale patologia;
3. Malattia come differente fisiologia del cervello e del corpo: presupposto di norma è la funzionalità organica (SNC, sistema endocrino ecc.);
4. Patologia come disfunzione: una condizione patologica deve implicare una diminuzione della funzionalità in uno o più contesti di vita.
L’ultimo criterio di morbilità sembra aver ricevuto maggiori conferme in quanto focalizzando l’attenzione sulla funzionalità dell’individuo si avrà una minore probabilità di incorrere in rischi di giudizio, tuttavia il potere dei pregiudizi culturali e dell’influenza sociale rappresenta un rischio ancora possibile. Per questo, bisogna sempre tenere presente che quando ci si approccia alla patologia, non abbiamo davanti etichette diagnostiche ma persone con determinati fattori di resilienza (intesa come la capacità far fronte positivamente agli eventi traumatici), e fattori di vulnerabilità.
Le statistiche dimostrano inoltre quanto la probabilità di sperimentare alcuni problemi di salute mentale non sia un’eventualità così rara. Il 17,5% delle donne della popolazione statunitense ha sviluppato nel corso della vita disturbi d’ansia, IL 18,5 % disturbi dell’umore, mentre il 9,3 % della percentuale maschile ha sperimentato disturbi dell’abuso di alcol. Notiamo una diversa distribuzione tra genere maschile e femminile, mentre le donne hanno una probabilità doppia di incorrere in disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, e tripla per i disturbi alimentari; gli uomini presentano maggior rischio in riferimento ai disturbi dello spettro autistico, e all’abuso di alcol e sostanze psicoattive.

Concludendo possiamo affermare che non esiste una linea rigida di separazione tra tratti patologici e funzionamento normale in quanto entrambi rappresentano gli estremi di un continuum sul quale agiscono molteplici elementi tra cui le risorse psichiche dell’individuo, i fattori ambientali, il substrato genetico e le esperienze relazionali precoci. Quindi quale educazione adottare? Sicuramente un sistema fondato sulla prevenzione e sul dialogo mitigando la tendenza alla esclusione della diversità ed acquisendo la consapevolezza che l’essere umano è caratterizzato da fattori di vulnerabilità e debolezza che tuttavia possono evolversi in elementi di risorsa.

Per Reeko contro queste tesi, la Follia non è una malattia mentale, bensì esattamente l'opposto: la Follia per Reeko è L'UNICO STRUMENTO attraverso cui Federico nei panni di Reeko, è riuscito a superare "Andando Oltre" L'INCONTRO CON IL VERO DOLORE conducendolo ad uno stato di FELICITA INTERIORE VERSO UN COMPLETAMENTO ULTIMO DI SE STESSO.

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7. LA FOLLIA COME DISTORSIONE DELLA REALTA'

Partendo dal considerare la Follia con i termini usati dai medici-ricercatori che hanno utilizzato questo termine per identificare la parte opposta a quella attraverso cui si profila l'ordine definitorio della Follia di Reeko, un ricercatore (Blankenburg) nei suoi studi, inquadra la Follia come "perdita dell'evidenza naturale delle cose" che porta un soggetto a "trasformare" la realtà. Per le persone soggette a follia, un certo modo di vedere, percepire ed agire nella vita, diventa "un'ovvietà"; questa particolare distorsione della realtà che è quindi "la perdita di questa ovvietà", viene considerata da 
Blankenburg, come frequente nel delirante e altamente specifica nel suo vissuto; essa fa riferimento al fatto che nulla, per chi inizia a delirare, è più "ovvio", ossia capace di spiegarsi da solo e che tutto rimanda a duna "spiegazione altra"e più o meno esoterica. Ora, questa necessità interiore di spiegare una realtà in precedenza ovvia e diventata poi complessa ed inestricabile, occulta e misteriosa, rappresenterebbe la base del delirio propriamente detto.

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lunedì 11 dicembre 2017

6. FOLLIA D'AMORE.

Quando una persona si definisce "Follemente innamorata" ai nostri occhi non appare guidata da un comportamento illogico? Se io Reeko, nei panni umani di Martinelli Federico, dovessi ricordare ora che ne sono a sua conoscenza, il primo aggancio o comunque avvicinamento a sua maestà Follia, immediatamente mi ricondurrei alla mia primissima storia d'Amore non passeggero con Raggio di Luna. Sicuramente in quel momento ero inebriato dalle prime esperienze e ciò amplificavano alla maniera più inverosimile ogni più piccola azione; tuttavia scrivere per circa il primo anno e mezzo del rapporto quasi giornalmente in un'agenda gli istinti, i pensieri che si creavano per lei nell'inconscio e spinti all'ennesima potenza fuori dal cuore, non è Follia? 

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5. LA FOLLIA COME PERCEZIONE DEL NASCOSTO

Se consideriamo la Follia come sovrapposizione della nostra parte istintuale su quella razionale, questa deve necessariamente esistere. Il comportamento di un Folle, non sta ad identificare quello che noi tutti possediamo nel nostro inconscio, ma ci deve essere l'azione mentale, una nostra volontà interiore di estrapolare quella data nostra parte inconscia onde poi inserirla contaminando i nostri momenti più usuali di vita quotidiana. L'artista che riesce ad esprimere le proprie emozioni e le proprie sensazioni in modo anche confusionale e disorganizzato, non potrebbe essere definito e considerato un Folle? Si, se l'utilizzo e il tentativo di spiegazione compiuta della sua azione, vada a concretizzarsi nella realtà più imminente.

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3. LA PERSONALIZZAZIONE DELLA FOLLIA

La Follia da me scritta sempre con la lettera maiuscola onde poterla personalizzare identificandone l'azione diretta e quasi umana su me stesso, è una ricerca di un proprio modo di concepire l'esistenza propria in una differente maniera; ognuno tuttavia ha una via propria e nella quale potrà essere maggiormente felice rispetto ad un'altra; questa in conclusione, verrà delineata e posta lungo la direzione in cui sappiamo a priori che saremo più felici e pieni di noi stessi. Questa parte interiore è inoltre presente ma nascosta e solamente al momento del bisogno una persona ne può intuire l'esistenza e/o farla nascere, sentire, capire ed usare scoprendo come poterla raggiungere. 

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domenica 10 dicembre 2017

2. FOLLIA COME STRUMENTO PER RIMEDIARE AD UN'IMPORTANTE LESIONE FISICO - MENTALE

A partire dall'Ottocento, l'immagine del Folle è quella di "una macchina rotta", cioè lesionata nel cervello. Anche qui ci sono delle strettissime vicinanze con la figura creata attraverso il Folle Reeko: anche lui è "una macchina rotta" ma non "lesionata nel cervello" ma bensì nel fisico dopo un tragico incidente stradale in maniera irreparabile



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sabato 9 dicembre 2017

1. LA SACRALITA' DELLA FOLLIA

Nel mondo classico la Follia era legata alla sfera: il Folle rappresenta la voce del divino da ascoltare ed interpretare. Anche Federico dentro di sé ha percepito questo fortissimo richiamo (Break Poetico Vario -  


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giovedì 7 dicembre 2017

LA FORZA DELL'INCONSCIO

Il forte impulso primo
trascende in me uscire il bisogno
in modo che poi stimo
generare quel grande fabbisogno
di potere che esprimo
per portar al reale grande sogno.

Ho iniziato a costruire un regno
fatto di“pensieri, parole e omissioni”
di cui mi ritengo alla fine degno
per perpetuar azione con emozioni
che non mi generano il ritegno
di tirarmi indietro a sole precauzioni
onde stabilizzarne gran ingegno.

La mia grande forza è perpetuata nell’inconscio
dove ho assimilato quegli input iniziali
per fare emergere pian, pianino dal subconscio,
la giustificazione di movimenti attuali
dei quali solo adesso in me sono in vero conscio
poiché emergono da dei spazi abissali
che esprimono parte di partenza del preconscio.

Infine, “E se la vita fosse dentro di noi?”
Questa è stata la domanda introduttiva
che ha motivato dentro di me il"poi"
giustificando così ogni mia azione attiva
che m’ha reso grande come gli eroi.



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mercoledì 6 dicembre 2017

LA PURA FOLLIA 

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domenica 3 dicembre 2017

CONCERTO RADIOHEAD 23-09-2012 PARCO DELLE CASCINE FIRENZE

COMMENTO DEL LETTORE:
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martedì 28 novembre 2017

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@@@@@ 184 PERPLESSITA' DI MOTO

La vita impone le sue dure leggi
e noi al rispetto siamo costretti
se non vogliamo che indietreggi
quel sentimento di caldi affetti
che nella tua persona tratteggi.

Bisogna avere pazienza costante
per capire la sua volontà imposta
che ti porta a percorso derivante
seguito il quale non trovi la sosta
per fermare il tuo moto andante
che per capire non trovi risposta.

Le perplessità del medesimo moto
devono allora dentro di me trovar spazio
affinché si possa spiegarne l’ignoto
movimento con cui nel ego poi mi strazio
a colmarne il suo contenuto vuoto.

La vita è un tratteggiare movenze affini
con cui riusciamo ad avvicinare le sintonie nascoste
le quali ci aprono poi quei nuovi confini
in cui più sicuri nel cammino, perplessità sono scoste.

Reeko così poetizza la sua vita che non trova spazio
in una movenza obbligata ed ignota
per sentirsi con proprio atteggiamento infine sazio
di triste realtà evidentemente nota.

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