martedì 24 gennaio 2017

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@@@@ 381 AMORE ANOMALO

Amore senza contatto:
sembra un paradosso

quando non c’è l’atto

ma c’è il cuore grosso

fino a renderti matto.


Considerato che desiderio fisico d’atto
esige grandissima importanza,

visto che ancor son qui senza impatto,

resto in silenzio in una stanza
in cui divento completamente matto

per lo stato della nostra danza.


Desidererei un avvicinamento maggiore
che non c’è purtroppo

e questo mi fa solamente pianger cuore

per tale triste intoppo.


La poesia così diventa la colla
che ci distoglie dalle anomalie grigie,

però continuando così si scolla

perché si molla l’ascolto di chi dirige.

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COMMENTI DEL LETTORE:

mercoledì 11 gennaio 2017

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@@@@@ 141 FOLLE MATURAZIONE


Allacciato alla stretta poesia
per costruire qualcosa di reale:
Fede voglio che il desino sia
una realtà per te assai speciale
che ti renda su come tu stia
così felice cambiando il canale.

Un percorso arduo, ne sono certo,
ma gli strumenti li hai acquisiti
ed ora devi mettere allo scoperto
i mezzi che finora sono serviti
ad esprimere le tue idee all’aperto.

Sei finalmente pronto
ed adesso esci fuori
senza utilizzare sconto
per visibilità a priori.

Agisci perciò concretamente
senza avere dei perentori
tasselli inestricabili in mente
che giudichino le esteriori
falsità per cui meglio si sente.


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COMMENTI DEL LETTORE

lunedì 9 gennaio 2017

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@@@@ 380 - @@@@@ 141 LA GABBIA DEL CUORE

Non riesco a liberarmi dai miei pensieri il volto:
la femminilità mi cattura
allontanando tutto ciò che intorno è più stolto
mostrando quella natura
del mondo d'Amore che anni fà mi è stato tolto.


Quando sento battere il cuore
di scrivere ho bisogno
perché ritrovo quel mio valore
al punto che un sogno
inizia quando la giornata muore.


E' allora che un'altra vita ha così inizio
la quale si fonda su valori diversi
che cadono in fondo ad alto precipizio
da cui si affacciano i valori persi.


A ciò un motivo occorre
ed ecco nascere di Lei il sentimento
che dallalto di una torre
getta giù ogni Amorevole segmento.


Pezzo per pezzo
costruisco così un castello
eliminando grezzo
per viver nel modo pù bello.


Speriamo che ancor apazienza Lei abba
perché orama mi ha tra le sue libere mani intrappolato
in cui ha stretto il mio cuore nella gabbia
che alla sua volontà senza uscite rimane intrappolato.


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COMMENTI DEL LETTORE:

mercoledì 4 gennaio 2017

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CHIAVE DI LETTURA

Nel sito è inserito un mondo:
è la storia di Reeko il Folle avventuriero
che scorse un diverso fondo
sotto cui poter vedere il cupo cielo nero.

Il grande bisogno di vivere d'altro,

gli fece scoprire un'essenza nuova
che ben lo rese dell'istinto scaltro
a spostarsi se giù dal cielo piova
quella novità che colpisce ad astro
tanta violenza è con cui si muova.

Questo fu motivo d'inizio

ma poi tutto d'abitudine divenne
creando completo servizio
che riuscì a destargli le antenne.

Infatti imparò così ad apprezzare particolare piccolo

che normalmente nemmeno si scorge
come fosse nascosto in uno cupo e strettissimo vicolo 
che tetra oscurità alla fine porge.

La poesia mi ha fornito saldo equilibrio

e mi destò in piedi in una nuova maniera
ripristinando la situazione di squilibrio
colorando la giornata che si presenta nera.

Questa è una continua ricerca

di una forza nuova che diversamente colora
andando di continuo in cerca
di quel risultato che maggiormente si adora.

Una felicità infatti non è mai esterna
ma ad ognuno capisce dentro di sé con essenza propria
fermandola con quel freddo che iberna 
"andando oltre"la personale visione mondana impropria.

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COMMENTI DEL LETTORE

domenica 1 gennaio 2017

(27-28-29)-07-2016 EXPO MILANO 2015




RIFERIMENTO COMMENTISTICO BLOG







@@@@SCHEMA - PIANTINA PER VIDEO DEI PADIGLIONI DI EXPO 2015@@@@

27-08-2015 L’ARRIVO A MILANO: RESPIRANDO L’EXPO PER I NAVIGLI LOMBARDI:LA NUOVA DARSENA
I 3 familiari pronti e partenza da casa alle 8:00 in punto! Frank un po’ acciaccato se ne sta in tranquillità seduto dietro, Reeko a fianco di Kanny concentrata alla guida di Madame Cliò: direzione casa di Gemy a comporre il gruppo per la vacanza esplorativa presso “Mondo Expo”. Alle 11:00 prima sosta all’autogrill in autostrada tra Bologna e Modena; appena ripartiti ecco spese aggiuntive per l’evento a seguito di dimenticanze costituite dal certificato da studente di Kanny lasciato a casa e da socio Coop di Frank che avrebbero agevolato economicamente il suo ingresso al evento. Voltando pagina e ritornando in pieno alla vacanza nel suo protrarsi continuo, a 12:00 superiamo Piacenza e a 12:30 ci inseriamo a Mediolanum, il mezzo della pianura; proseguendo, a 12:50 verso Como sbagliando ci ritroviamo fortunatamente verso Cinisello luogo in cui risiede l'hotel; la maledetta autostrada però non perdona gli sbagli e così dall'essere arrivati, ci ritroviamo a 8 minuti di distanza dal luogo dove dobbiamo arrivare ed ecco allora entrare il gioco il navigatore, oggetto tanto detestato dal geografo Gemy ma così utile ed efficace in talune circostanze come questa; all’13;30 si arriva così sotto al nostro hotel. Dopo esserci rinfrescati e ordinato al meglio il contenuto delle valige in camera, avevamo previsto a priori di prendere un treno che sarebbe partito da li a poco ma purtroppo il tempo di relax ha voluto che si perdesse; parlando con la reception, l’unica alternativa possibile per rimanere nella tabella di marcia prestabilita da casa, era quella di prendere un treno che si sarebbe fermato alla sosta più vicina alle 15:22; siamo così andati alla stazione Ressa del luogo che non distava molto dall'hotel. Aspettavamo di fronte al cartellone di “Milano Bruzzano Parco Nord” ma ohimè le corsie di marcia erano 2 ci siamo fortunatamente accorti in tempo che il treno per dovevamo andare sarebbe passato per la corsia opposta: Milano Cardona; fortunatamente abbiamo avuto il tempo di oltrepassare attraverso un passaggio le due corsie aspettando in quella giusta; una volta arrivato alla fine siamo partiti per la giusta direzione. Alle 15:36 siamo poi arrivati all’ultima fermata per Milano di quel treno; la stazione di Cordona ha così ospitato i 4 avventurieri per “esporsi” con i loro sguardi e gesta all’Esposizione Universale della città lombarda; grazie a Madame Cliò ed al senso di orientamento del geografo Gemy, arriviamo poi in un attimo al nostro bellissimo hotel Da Vinci, ben conosciuto dalla stampa nazionale per la morte di quel ragazzo che in gita del liceo cadde dai piani alti per uno scherzo goiardico con i suoi compagni. Essendo la prima giornata, abbiamo deciso di posare le valige in camera ed andare subito a fare un giro per il centro di Milano. Per le vie del corso ci siamo così subito immersi in una copiosa folla internazionale che camminava tra le bandiere di tutto il mondo appese praticamente dappertutto lungo le strade;  i Navigli in particolare la facevano sfoggio di una coloritura internazionale davvero importante e stiupenda da vedere. Vedendo passare ad un  certo punto due uomini indiani stretti per mano, my sister Kanny si è voltata immediatamente verso di me con lo sguardo di chi ha visto passare 2 omosessuali; Gemy immediatamente accortosi di questo subito dalle esperienze passate del suo viaggio e lungo pernottamento per 1 mese in India, ha invece spiegato la verità che si celava dietro a quel gesto: “vedete quando si tengono per mano 2 ragazzi, in India è manifestazione di una grande amicizia così come da noi ragazzo e ragazza con questo gesto evidenziano un rapporto sentimentale esistente tra di loro; insomma Kanny non son froci, stai tranquilla….” Dopo queste perle di saggezza che creano piacevoli tasselli aggiuntivi di conoscenza generale abbiamo continuato il nostro giro per il centro e soprattutto per i Navigli dove è localizzata una bella fetta dell’Expo; “Milano non è solo design e Piazza Duomo, i suoi scorci non hanno non hanno nulla da invidiare a Venezia! Scopri tutti gli eventi in zona Navigli: con Expo in città leva l’ancora e salpa!” Questo è "l'esagerato" motto di Milano in questi giorni colorati dall’Expo; senza scordarci l’occasione per entrare più in profondità alla conoscenza della città di Milano stessa, come ad esempio sapere meglio cosa siano i Navigli: questi sono canali artificiali costruiti nel corso dei secoli per collegare Milano al mare e ai vicini laghi. Nel XV secolo gli Sforza commissionarono a Leonardo da Vinci la costruzione di chiuse e conche per migliorarne la navigazione; alcuni ponti e chiuse progettati dal grande ingegnere sono ancora in uso. In questi giorni tale luogo si è ricoperto di colori in un mix di tradizioni e i colori che contraddistingono i paesi del mondo; usciti dai Navigli, abbiamo salutato il Duomoe accorgendoci che il tempo è volato, siamo entrati in una trattoria alla ricerca di un buon pasto; il posto era molto chique con pochi posti a sedere ma per la non voglia di cercare altro e per la fame, ci siamo accomodati; mentre si pranzava tra una chiacchiera, uno scherzo e una risata, il solito Reeko ha agganciato con le parole la simpatia Davide un ragazzo in piedi vicino al nostro tavolo che guarda il caso, siamo venuti a scoprire che era proprio il fratello dell’oste che ci ha servito; si è offerto così subito gentilmente di darci un passaggio in macchina fino al nostro ristoro in quest'avventura lombarda. Domani Expo nel suo cuore!
28-07-2016 NEL CUORE DELL'EXPO 2015
Arriviamo in mattinata al nostro Hotel Da Vinci prenotato su internet; lasciate le valige in camera ci dirigiamo a far visita al castello Sforzescoil giardino al suo interno. Ben stimolati dala gradevole visita di un frangente storico d'Italia, partiamo poi subito alla volta dell’ingresso dell’Expo dove strappate le stampe dei biglietti acquistati da casa, ci incuneiamo finalmente dentro sede del grand evento; c'è subito l'ordine indissolubile di Gemy di NON seguire la cartina dettagliata stampata a casa e portata da Reeko per l'occasione che invece per chi leggesse senza conoscere niente riguardo l'esposizione universale, seguiremo dettagliatamente prendendola come riferimento per il racconto. I giorni precedenti abbiamo sentito una marea di commenti opposti anche l'uno dall'altro ed ora saremo noi stessi a mettere un giudizio personale sul "Grande Evento" come è stato battezzato dalla massa e nominato a furor di popolo dalla pubblicità. Con in mano la mappa dell'intero Expo portata da casa da Reeko e detestata atrocemente dal geografo Gemy che perciò viene subito lasciata nella borsa, dove è ben visibile la struttura romana dell'Expo che vede un intrisicarsi di due vie principali: quella del CARDO (più corto rispetto al Decumano il Cardo, lungo 350 metri. Orientato il direzione Nord-Sud, accoglie la proposta espositiva del Paese ospitante, l’Italia. Presenta piccole piazze, percorsi porticati e terrazze, basandosi sull’aspetto caratteristico del borgo italiano e gli edifici sono rappresentativi della penisola, con particolare attenzione alle peculiarità di ogni regione. È sul Cardo, in prossimità del punto cardinale Nord, che si trova Palazzo Italia, che assume il ruolo di landmark all’interno dell’area Expo. Nei suoi spazi, le tradizioni alimentari, i prodotti tipici e la cultura  descrivono le migliori pratiche alimentari d’Italia.) e del DECUMANO (La via principale dell’intero sito di Expo Milano 2015 è il Decumano, lungo un chilometro e mezzo, che attraversa il polo espositivo da Est a Ovest. I padiglioni nazionali degli oltre 130 Paesi partecipanti si affacciano su entrambi i lati: se circa 60 hanno spazi autonomi, gli altri sono presenti all’interno di un cluster, nove padiglioni collettivi organizzati secondo criteri di identità e filiere alimentari. Considerando il tema di Expo Milano 2015, ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’, il decumano ha una funzione simbolica. Seguendone la direzione, unisce infatti il luogo del consumo del cibo (la città e in questo caso Milano), con quello della sua produzione, la campagna lombarda. Il Decumano è lungo un chilometro e mezzo, il Cardo 350 metri: il secondo ospita la proposta espositiva dell’Italia.) che con il loro intrisecarsi teso a rappresentare la figura del pesce, rende possibile far nuotare ogni visitatore per il pianeta;  dove Cardo e Decumano si incontrano sorge Piazza Italia, il luogo in cui in Paese ospitante incontra il mondo; nel castrum, il punto in cui Cardo e Decumano si incontravano era il prætorium, che nelle città diventava il forum, la piazza principale. In questo caso, le due strade  danno vita alla grande piazze centrale di Expo Milano 2015, Piazza Italia. Simbolicamente, il luogo in cui in Paese ospitante incontra il mondo. Alle quattro estremità delle due vie principali si trovano invece alcune delle strutture più importanti del polo espositivo: a Nord la Lake Arena, a Sud l’Open Air Theater, a Ovest l’Expo Center e a Est la Collina Mediterranea. Tutti punti di riferimento per i visitatori e, soprattutto, luoghi destinati a ospitare i più grandi eventi dell’Expo 2015; appena superato l'ingresso ci si presenta il Padiglione Zero     (Padiglione 0); alle 11:30 ci innoltriamo al suo interno: nella sala introduttiva ecco il vero punto 0 da dove è partito il viaggio dell'evoluzione: una biblioteca enorme costituita da libri che contengono il dna dell'umanità in ogni suo aspetto; da qui l'uomo inizia quindi la sua avventura di vita attraverso la pastorizia simboleggiata dalla proiezione sulle pareti del film "Pastorale accidentale" come subito riconosciuto dal mio caro amico "regista mancato" Gemy, che viene proiettato proiettato su tutte le enormi pareti della grossissima e altissima sala con una cupola nella parte alta a costituire il tetto. Come manifesto dalle innumerevoli immagini simili che avevano ad oggetto l'agricoltura e la pastorizia, gli unici soggetti erano i contadini e gli animali di cui cibarsi e da utilizzare per i lavori della terra; vengono così in questo padiglione, mostrate le origini dell'uomo e la sua lentissima evoluzione fatta di sacrifici, dolore e lavoro che costituisce il punto 0 della sua origine; proseguendo per le sale si può ben percepire dall'immagini e modelli rappresentativi come la persona si sviluppa e si matura piano, piano fino ad arrivare alla sua massima espressione come strumento (tentativo) di gestire la vita vita di tutti i giorni attraverso la forma speculativa che da vita alla borsa economica: una maniera attraverso cui si cerca un equilibrio tra il variare ed il mutare perpetuo del'uomo e la sua crescita tecnologica costante. Usciti poi da questo padiglione introduttivo all'evento,ci incanaliamo sul lunghissimo "corso mondiale" che trae origine romana e prende il nome di DECUMANO; questo apre la strada per tutti i padiglioni e percorrendolo è chiara la grande sfida del pianeta alla biodiversità, evidenziata ancor meglio dal Food and beveragepadiglione che simboleggia la grazia delle persone ad aiutare il prossimo in una concezione slow food che permetesse di far giungere il cibo in tutte le aree del pianeta; a fianco di questo un omaggio alla città che ha offerto la sede all'evento con uno spazio espositivo chiamato "Veneranda fabbrica del duomo di Mlano" il quale illumina il simbolo della città:la Madonnina del duomo. Poi incrociamo subito uno spazio riservato alla grande novità dell'Expo di Milano rispetto ai precedenti a livello mondiale: I CLUSTER, spazi che non vengono raggruppati in padiglioni collettivi secondo criteri geografici come di norma accade all'EXPO, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari; questi sono caratterizzati da aree comuni, che sviluppano attraverso spazi funzionali (mercato, mostra, eventi, degustazioni) la filiera alimentare. Ogni Paese presente nei Cluster ha uno spazio espositivo individuale, dove sviluppa una sua propria interpretazione del tema di Expo Milano 2015. I 3 Cluster individuati per l'evento sono l'uno a fianco dell'altro e si manifestano in: il Cluster del riso, con a fianco il Cluster del cacao e infine il Cluster del caffé. Il primo Cluster che incontriamo è quindi quello del riso: l’atmosfera della campagna, con i colori e i profumi provenienti dal mondo agreste, accoglie il visitatore all’interno di questo spazio dove è presente un paesaggio che ricorda una immensa risaia. Come l’acqua nelle risaie nasconde e al contempo svela e dà vita, anche il Cluster nasconde dati e curiosità che si svelano, passo dopo passo, al visitatore. Versatile e nutriente, il riso è stato uno dei primi cereali coltivati dall’uomo oltre diecimila anni fa, partendo da una specie spontanea cinese. Dalle valli della Cina il riso si è diffuso in tutto il mondo: conoscerne il passato e la miriade di varietà è fondamentale per apprezzarne il contributo all’arricchimento della biodiversità. All’interno di un percorso tematico, quindi, il visitatore può attraversare le tappe della storia del riso intrecciando i racconti provenienti dai diversi Paesi e approfondendo le innovazioni introdotte nel corso del tempo. A fianco di tale punto espositivo proseguendo incontriamo un altro Cluster questa volta riguardante il Cacao e il Cioccolato, il visitatore ha l’impressione di entrare in una giungla. Il concept trae infatti ispirazione dai luoghi in cui il cacao viene coltivato: le piantagioni delle aree tropicali e subtropicali. Le facciate degli edifici sono realizzate in un tessuto leggero e chiaro che si apre lasciando in vista i rivestimenti interni: una metafora della necessità di proteggere un prodotto prezioso e aromatico come il cacao. Il Cluster del Cacao e del Cioccolato accoglie nello spazio comune una serie di pali di diverse altezze e forme, metafora degli alberi sotto i quali il cacao cresce. L’atmosfera è quella densa e accogliente di una foresta, dove la luce penetra dalle chiome degli alberi e si diffonde tra i padiglioni. Continuando il cammino immediato è l'incontro con il terzo cluster consecutivo riguardante il caffé: le immense piantagioni di caffè distese all’ombra delle foreste tropicali in Africa e in America Centrale hanno ispirato il progetto del Cluster del Caffè. L’architettura degli spazi richiama infatti i rami più alti degli alberi all’ombra dei quali crescono le piante di caffè, mentre i padiglioni sono una metafora dei loro tronchi.I toni caldi e i colori naturali che caratterizzano l’ambiente cambiano in base alla luce che filtra dall’esterno attraverso la copertura, influendo sulla percezione dello spazio e dando al visitatore l’illusione di trovarsi proprio in una foresta.Il Cluster del Caffè è curato da illycaffè, official coffee partner di Expo Milano 2015, che porta in questo progetto le conoscenze, l’esperienza e le relazioni maturate in oltre ottant’anni di storia. La ricerca dell’eccellenza, la passione, l’innovazione e l’orientamento allo sviluppo sostenibile di illycaffè sono i motori dell’iniziativa. Proseguendo la marcia in questo grandissimo corso mondiale, affianchiamo il primo Padiglione nazionale, quello dell'Azerbaijan con a fianco il susseguirsi del padiglione degli Emirati Arabi Uniti con il susseguirsi del padiglione del Kasakistan, il padiglione della Gran Bretagna, il padiglione dell'Ungheria, il padiglione della Spagna il suo tipico interno, il padiglione della Romania, il padiglione del Messico ed il Fruit Food district il super mercato del futuro che va ad incrociare il CARDO dell'Expo; nel punto d'incrocio ci appaiono lontani i due simboli della tappa Milanese del tour mondiale Expo: il Palazzo Italia e l'Abero della Vita. Mettendo in programma di passarci dopo a visitare l'italiana punta del Cardo, procediamo in direzione della Slovenia per poi arrivare al verde naturale dell'Austria per poi proseguire verso la particolarità strutturale e la complessità visiva interna del gran palazzo Cile in cui si racconta la storia attraverso video filmati e foto in altissima risoluzione per poi arrivare ad uno stato a me completamente sconosciuto e come mostrerà il futuro, toccante nelle esperienze di Gemy: l'Iran. Proseguendo raggiungiamo un altro cluster: quello dei cereali e tuberi.
29-07-2015 CONTINUA FULL IMMERSION PER IL PIANETA VERSO L'ADDIO AL PIANETA EXPO
Svegiata tutta la troupe di "Castelo" e consapevole che questa è l'ultima giornata del loro bellissimo sogno in giro per il mondo, si appresta a fare subito colazione in hotel e ripartire alla volta di Piazza Italia dove entrano immediatamente in Slovenia all'ingresso della quale un ballo tipico sloveno ci immerge nel migliore dei modi in questo mondo; entrando nel padiglione notiamo come venga messo in risalto l'aria pulita generata dal rispetto per l'ambiente e la natura incontaminata in cui nascono forme d'arte da riferimento mondiali; a seguire ci immergiamo poi nel "pianeta del verde"dell'Austria in cui c'è la riproduzione del microclima di un bosco austriaco. Ai visitatori è proposta l’esplorazione di uno spazio che, in assenza di climatizzazione, viene raffreddato dal naturale effetto rinfrescante della evapotraspirazione delle piante offrendo nel migliore dei modi un clima sano e rigenerante. Procediamo oltre vicini alla punta in riferimento della bocca del pesce in prossimità del Marocco dove ammiriamo deiballi tipici di questo popolo all'esterno del padiglione; finito lo spettacolo, ci accingiamo all'ingresso del padiglione ad ammirare le tipicità di un popolo assai diverso da quello a cui facciamo parte; continuano al padiglione accanto entriamo nel Quatar dove troviamo un'altra manifestazione di quello che è il simbolo della rassegna mondiale: l'albero illuminato da mille colori; proseguiamo poi per il padiglione successivo che può considerarsi come lo sponsor principale insieme alla Coca Cola dell'evento l'azienda Mc Donalds; poi ecco apparire l'alta sfera illuminata dai mille colori del Padiglione del Turkmenistan; ci stiamo avvicinando alla punta del muso del "pesce Expo" e raggiungiamo allora all'ultimo padiglione del lato della mappa sto seguendo (dal momento che il geografo Gemy è contrario a seguire la mappa) raggiungendo il padiglione dell'Indonesia; ci inseriamo così poi subito nel primo padiglione presente sul fianco laterale del nostro cammino entrati nel decumano dopo essere usciti dal padiglione 0;l'rlanda è così la prima meta mondiale con il suo tipico padiglione immerso nel verde che accoglie con la sua natura Vip e meno Vip, persone comuni e chi viene sopraelevato dalla massa; poi si passa da una parte all'altra del mondo arrivando prima in Nepal e poi in Sudan; il suo profumo attira tutti in quanto si presenta come il simbolo della più grande golosità del pianeta: la cioccolata ed il padiglione è quello del belgio; superate le gustose prelibatezze al cioccolato di questa Nazione, ci addentriamo per una nazione che è conosciuta per tutti i film di guerra che sono stati girati sul suo povero suolo martoriato dalle guerre: siamo in VietnamUn loro tipico spettacolo subito adombra il passato e lancia ad un diverso presente;  per la prima volta i Paesi non vengono raggruppati in padiglioni collettivi secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari. In questo modo il Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita viene trattato in modo diffuso rendendo concreto lo spirito di questi spazi che è proprio teso alla condivisione, al dialogo e all’interazione reciproca. Proseguendo ecco l'incontro con il padiglione dell'Azerbaigian con tutta la complessità di un Paese crocevia tra Oriente e Occidente; il padiglione degli Emirati Arabi Uniti tra le dune del deserto per scoprire l’importanza di acqua e datteri, verso Dubai 2020; seguendo la scia nella parte destra che ci conduce alla testa del "pesce Expo", incontriamo il primo spazio riservato alle pile di energia del meccanismo EXPO costituite dagli sponsor delle grandi multinazionali, la prima delle quali è Franciacorta, l’Official Sparkling Wine dell’Esposizione Universale che è protagonista di ogni evento ufficiale e non solo. E' stata infatti realizzata una serie di attività ed eventi, sia a Milano che in Franciacorta, per far conoscere ai visitatori il vino e il territorio. Incentivare il turismo in Franciacorta e promuovere una terra ricca di storia, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche sono stati gli obiettivi principali di Franciacorta per il semestre della manifestazione; il successivo padiglione è stato quello dell'Kazakhstan; un viaggio virtuale ad Astana in attesa di Expo 2017; poi subito voliamo in Inghilterra dove viene toccato un tema molto particolare: seguire il ronzio di un’ape è più facile di quanto si pensi. Era difficile poi resistere all’intenso profumo di cannella proveniente dal Padiglione dell’Ungheria, che incuriosiva i visitatori con un dolce tipico della tradizione;addentrarci nel Padiglione dell'Ungheria vediamo come questo dia da molto risalto alla musica e all'arte pittorica viste sotto il loro aspetto storico all'interno del paese; proseguendo il Padiglione della Spagna accoglieva i visitatori in una struttura ispirata a una serra, con una doppia navata che voleva rappresentare l’equilibrio tra l’innovazione e la tradizione. Gli spazi erano accoglienti e comprendevano aree all’aperto, portici rivestiti di sughero, e dettagli ricoperti in sparto (erba mediterranea) e legno. Al piano terra, un pavimento di dekton (superficie innovativa) con il disegno del genoma del pomodoro accoglieva i visitatori all’inizio del loro viaggio; facendo un salto all'altro per il mondo ecco immergerci nella tradizione rumena che si mostra in una struttura semplice, ma ricca di significato per un Paese giovane e dalle grandi potenzialità; ecco poi come un susseguirsi di meravigliose immagini di uno stupendo racconto ci guidino al successivo padiglione della Romania; superato il padiglione della Romania, deviamo dal Decumano dirigendoci verso il Future food district dove ci informiamo di quello che potrà diventare la nostra alimentazione quotidiana se seguirà il passo dei nostri tempi; ritornati verso il Decumano, ci inoltriamo verso il successivo Padiglione del Messico dove abbiamo la grande fortuna di incontrare Alberto e Marco che ce lo fanno vivere a fondo nel migliore dei modi. Continuando con la sera che avanza, ecco giungere al centro dell'Expo, piazza Italia dove incontriamo e ascoltiamo il concerto della banda musicale della polizia di stato; qui ci troviamo al centro dell'Expo e vediamo per la prima volta la via Italia con in una sua estremità la Fontana della vita che viene a manifestarsi nell'intersezione con il CARDO costituita dal DECUMANO che rappresenta la via che enfatizza la moda e il lusso italiani. Abbiamo la pronta idea così di fare un giro per il Cardo andando a vedere il palazzo Italia per poi concludere la giornata dopo cena con lo spettacolo notturno dell'Albero della vita presente lì difronte. Gli edifici temporanei del Cardo che si affacciano sull'asse omonimo, un viale pavimentato largo 35 metri e lungo 325 metri che congiunge la Piazza d’Acqua a Nord con la piazza della Via d’Acqua a Sud, sono progettati con un sistema strutturale “a secco” per essere “smontati” al termine dell’evento e ricollocati in altra sede. Il concept di Nemesi per gli edifici del Cardo si basa sull’idea del Borgo Italiano, formato da volumi  formati da piccole piazze, terrazze e percorsi porticati. Composizioni geometriche differenti, talune a sbalzo, si susseguono incastrandosi tra loro come a dar vita a un grande mosaico in cui ogni pezzo ha una propria autonomia e identità progettuale. Al piano terra e al primo piano sono previste le “piazzette” generate dalle alternanze dei volumi architettonici. Gli edifici del Cardo sono rappresentativi del territorio italiano ed in particolare delle regioni, che qui trovano la loro sede di rappresentanza ed espositiva. Di fronte a Palazzo Italia, nel Cardo nord, sono stati riservati spazi istituzionali, espositivi e di rappresentanza per il padiglione dell’Unione Europea, evidenziando in modo simbolico la stretta relazione tra Italia ed Europa. Gli edifici del Cardo comprendono: padiglione Unione Europea, spazi espositivi, per eventi, di rappresentanza, per la ristorazione, terrazze eventi. Il giro per il Cardo scrutiamo quelle tipicità delle regioni italiane che rendono grande l'Italia nel mondo ed ecco uno spazio al Trentino Alto Adige che si mostra in tutta la sua filiera produttiva; poi ai padroni di casa della Lombardial'Emilia Romagna che promuove tutto il suo territorio sopratutto per i servizi che offre tesi ad offrire un ottimo servizio di balneazione; infine andiamo a vedere il Palazzo Italia che ci mostra tutte le bellezze e la forza culturale impressa nel territorio italiano. Infine con l'arrivo della notte ecco per concludere nel migliore dei modi questo secondo giorno immersi nel "pesce Expo", andare presso lo spettacolo notturno dell'Albero della vita dopo il quale il caso, la fortuna o la sorte hanno voluto che si presentasse l'opportunità di chiudere questa seconda giornata con la banda musicale della polizia di stato alla quale è seguito dopo cena il live di Elisa al teatro Open Air lungo il Cardo. Stanchi ma pieni di soddisfazione per questa nostra prima "giornata per il mondo", ci muoviamo per riposare verso l'hotel. Per completare la 3 giorni di visita per il pianeta, concludiamo la sera dell'ultimo giorno andando ad ammirare l'ironia atletica dei grandi attori comici che compongono il Cirque du soleil nel loro spettacolo "Alla Vita"
Il 31-10-2015 si è tenuta la cerimonia di chiusura dell'Esposizione universaleUno spettacolo globale che rimarrà per sempre alla storia lasciano tracce indelebili nella Milano moderna.

COMMENTI PER LETTORE:

TORNA AL REEKO DIARY

sabato 31 dicembre 2016

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@@ 58 FINE DEL 2016: STANDARDARDIZZAZIONE DELLE CERTEZZE 

L’ultimo del’anno mostra risultati raggiunti
nell’arco di trecentosessantacinque giorni,
all’attraversamento a capo di cui s’è giunti
affinandoci quei chiari e delineati contorni
grazie a cui abbiamo preso innovativi spunti.

Il nuovo periodo ci rafforza grazie al passato
riempiendoci con una struttura più matura
perché l’esperienza avuta rende duratura

la creazione di ciò che finora è stato espiato.

L’esperienza ci arma di punte più taglienti
con cui possiamo affrontare il futuro
afferrando saldi in mano mezzi preminenti
che permetteranno di sfondar muro
se ci illuminiamo i frangenti che sono spenti.

Gente, iniziate tutti l’anno con ascolto
dell’animo grazie a cui appare il nascosto vero
in quanto è la sola via per afferar molto
di quello che la vita offre nel modo più sincero.

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COMMENTI DEL LETTORE

mercoledì 21 dicembre 2016

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L'EQUILIBRIO POETICO


"La Strofa sull'equilibrio poetico?"
Ha domandato Lei improvvisamente..
Non c'è alcunché in ciò patetico
quando mi viene chiede dirompente
nel modo che supera ogni estico
piombandomi in maniera consistente
che riesce a svelare l'ambletico
con un sistema del tutto preminente.

La poesia è la struttura
che nasce da dentro
ripristinando duratura
esistenza del centro
che sopraeleva statura
in personal epicentro
che dentro così perdura
muovendosi a rientro
con azioni per via sicura.

La perfezione esiste
e la poesia questo ci mostra
eliminando ogni triste
con rime che girano a giostra.

Di ciò l'inconscio è fautore
perché assimila le nostre sensazioni 
attraverso parola d'autore
che ci genera le massime emozioni.

E' situazione di stasi
che crea la parola
introducendo in fasi
in cui felicità cola.


La mancata perfezione muove i miei tasselli
e la rima li riallaccia in armonia
in modo che un suono perfetto rende più belli
gli spazi ombrosi lungo la via
illuminandosi così come i colorati acquarelli.

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COMMENTI DEL LETTORE

domenica 18 dicembre 2016

RECKONER

Reckoner
You can’t take it with you
Dancing for your pleasure

You are not to blame for
Bittersweet distractor (2)

Dare not speak its name
Dedicated to all you all human beings

Because we separate like
Ripples on a blank shore
(in rainbows)

Because we separate like
Ripples on a blank shore
(in rainbows)

Reckoner

Take me with you
Dedicated to all you all human beings.

TRADUZIONE IN ITALIANO:



COLUI CHE GIUDICHERÀ

Tu che giudicherai
Non puoi portarlo con te
Danzando per il tuo piacere

Non ti può essere data la colpa
Per dei tranelli agrodolci (2)

Non osare pronunciare il suo nome
Dedicato a tutti gli esseri umani

Perché ci separiamo come
Le increspature delle onde su una spiagga deserta
(Negli arcobaleni)

Perché ci separiamo come
Le increspature delle onde su una spiagga deserta
(Negli arcobaleni)

Tu che giudicherai

Portami con te
Come dedica a tutti gli esseri umani.

COMMENTO:
rimasticato, rimaneggiato e rigenerato durante gli anni, questo pezzo nella stesura definitiva del 2007, conserva davvero poco della versione originale del 2000 ma Reckoner contiene un verso da cui poi è nato il titolo dell'album di appartenenza stesso: "in rainbows"; il poeta di Oxford Thom Yorke ha iniziato infatti a cantare "gli arcobaleni": significa che s'avvicina alla conclusione del tempo nostro; questo suo guardare al d là del presente infatti, lo porta al di là del tempo, là dove finalmente verremo giudicati e la morte non avrà più dominino. Quand'è infatti che appaiono gli arcobaleni nei testi sacri? Nell'Apocalisse e quindi dopo ls morte come sintomo di fine di un viaggio di vita fino a quel momento intrapreso.
"Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i 7 tuoni fecero udire la loro voce. Io ero ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo chemi disse: " metti sotto sigillo quello che hanno detto i 7 tuoni e non scriverlo."
Nella prima strofa, ci si rivolge a un "calcolatore" che "non può portare" qualcosa con sé: "danza per il suo piacere" (o "scaccia via il piacere": dipende dalle versioni). Questo brano sembra raccontare un dialogo tra Yorke e un robot, o un computer. Thom, proprio come Zaphod nella Guida galattica di Adams, sta parlando con il suo computer; gli esterna il suo rammarico per la sua estraneità ai piaceri della vita e aggiunge che non vede niente da rimproverare nella sua natura: non è colpa sua se è stato programmanto per fornire anche risposte sbagliate (distractors= risposte sbagliate nei quiz a risposta multipla); Risposte giuste d'altra parte, a volte rimangono indecifrabili: è il caso del leggendario "42" di Pensiero Profondo, in Douglas Adams, a proposito del senso della vita, dell'universo e di tutto quanto. C'è una canzone di collegamento inoltre che si allaccia perfettamente alla medesima e che è un invito a vivere con dolcezza e con lentezza: questa è l'unica strada per intraprendere una via d'uscita, per percorrere l'arcobaleno dopo la tempesta.

GO SLOWLY                        CAMMINANDO LENTAMENTE
Come slowly to me                  Vieni qui, lentamente
I've been waiting                       Ti ho aspettato               
Patient                                      Paziente
Patiently                                   Con pazienza
I didn't                                     Non l'ho fatto
But now I can see                     ma ora posso vedere
That there's a way out               che c'è una via d'uscita 
That there's a way out.              che c'è una via d'uscita.

Go slowly è un invito a vivere con dolcezza e con lentezza: a rallentare godendosi così tutto con intensità e coscienza. Questa è l'unica strada per intraprendere una via d'uscita, diciamo "un arcobaleno dopo la tempesta": un arcobaleno naturale, non metafisico. 






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venerdì 16 dicembre 2016

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@@@ 68 AUGURI AL MIO ARTEFICE DI FOLLIA

Eccoci arrivati ancora ad un punto primo:
auguri di buon compleanno di poesia fido compagno

per ciò che rappresenta  quel che stimo

essere un punto di lubrificazione in completo bagno

che apre le porte ad un personale rivo.


Ti scelsi per intraprendere questo viaggio
perché sei stato il primo a porti come un amico vero

sempre pronto ad offrirmi solido retaggio

per un aiuto ai miei freni di cui non sono stato fiero

dopo che incidente ne mostrò ingranaggio.


Sei stato sempre la mia solida spalla
che mi ha aperto strade non più cercate

dopo che si sono inserite in una balla

tutte le vicissitudini di prima più amate.


La forza della tua amicizia tuttavia
mi ha reso possibile incanalarmi in nuove strade

in cui tu sei stato presente nella via

dove chiarezza di Folli visioni sono state donate.


Il tuo appoggio sincero allora mi ha guidato
senza mai avere rimorsi

per quello che poi diversamente ho poi dato

aggredendo vita a morsi

in cui di sincero appoggio mi sono circondato.

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COMMENTI DEL LETTORE
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@@@@@ 139 OBBLIGATORIETA' DA CONDIZIONE FORZATA

"Basta star insieme e tutto prenderà via" dicevo,
ma la strada più semplice è stare fermi senza far nulla
e in questo maniera vado avanti nel mio longevo
modo da gran fifone che si sente al sicuro nella culla.

Sono però stufo di viver in questa maniera
dovendo accettare delle azioni che non avrei mai fatto,
ma che son costretto con l'azione sincera
a svolgere dopo aver spezzato con la vita l'iniziale patto.

Allora volo con la fantasia

che permane intensa nella mente
facendomi volar lontan via
grazie ad un emozione dirompente.

La mia è una costrinzione obbligata
alla quale sono costretto
onde rendere pienamente emanata
dal fondo del mio petto
la profonda sensazione emanata.


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COMMENTI DEL LETTORE

09-07-2014 ADDIO AL CELIBATO AL PICCIO

Alle 19:00 sono a casa di Gemy come prestabilito nei giorni precedenti per poi andare allo stadio del Borgo dove ci avrebbe aspettato il pulmino organizzato da Luca per andare al suo addio al celibato a Sinigaglia; corsi allo stadio però ci siamo accorti che non c’era nessuno ad aspettarci e telefonato al festeggiato Luca, ecco l'avviso che non era quello lo stadio dove ci si doveva aspettare ma quello di Castello. Così io e mio padre con Gemy a bordo, siamo tornati verso il nostro punto di partenza; arrivati allo stadio finalmente abbiamo intravisto il Piccio insieme alla sua troupe di amici storici del Borgo appoggiata dalle possenti spalle del mitico Giomba che guidava il gruppo nella trasferta castelana insieme al Mosca con di desiderio di accompagnare Luca in questo suo addio alla passata gioia giovanile di libertà che lo avrebbe condotto alla segregazione obbligata alla vita familiare con la compagna per tutta la vita. Ci siamo allora presentati al gruppo di ragazzi che ancora non conoscevamo e appresa con gioia la loro affinità di pensiero, abbiamo aspettato tutt'insieme il furgoncino che ci avrebbe accompagnato verso Sinigaglia; ecco così puntuale apparire il pulmino di Leonardi; abbiamo conosciuto l’autista, un omone di bella presenza che nessuno avrebbe mai immaginato la grande simpatia che ci ha divertito tutto il viaggio e alle 19:45 si parte per arrivare dopo una mezzora di fronte al bar della Cima per un caffè e una sigaretta; il Piccio consapevole dell'alcool che avrebbe assimilato in spiaggia, inizia il riscaldamentola tensione incominciava ad intravvedersi nell'aria ma si sarebbe mostrata solo a fine serata; Gemy nel frattempo inizia la scalata al viaggio nelle vesti del conosciuto tra la gioventù con cui è cresciuto, "Sindaco"; il Mosca fa conoscenze con il bel biondo sepolcrino quando saliti nuovamente in pulman ripartiamo dopo la gradevole sosta, verso la Riviera; arriviamo in autostrada con grande divertimento dopo una serie di imprevedibili quanto simpatiche trovate dell’artista-autista Guido che cantando e comunque deliziandoci con simpatie di ogni genere permettendoci grazie alla sua grande esperienza di guida, di arrivare a Sinigaglia verso le 21:15 dove ci stava aspettando lo storico rappresentante di classe del liceo nonché ingegnere di mezzi per la diversa abilità motoria, Ange sempre indaffarato nel suo lavoro attraverso tutto ciò che può essere mezzo di comunicazione e avvicinamento all'attività di giudizio d'ordine. Alle 21:30 siamo tutti insieme al ristorante che avevamo prenotato chiamato “La bussola”.Abbiamo così iniziato a mangiare tra un’infinità di bridisini e cori “offensivo-simpatici” nei confronti del Piccio, alle 23:00 eravamo ancora al primo che si è presentato nella lieta forma di tagliatelle al pesce, quando poi oecco partire un susseguirsi ripetitivo di black out all’interno del ristorante in cui si spegnevano le luci per 2, 3 minuti per poi riaccendersi; il tempo tra una cazzata, cori e ironie di ogni genere riguardo la carcerazione impressa anche con il vestiario del Piccio, scorre  gradevolmente coltivando le nuove ed interessanti conoscenze con i ragazzi del gruppo basate su racconti di ogni tipo e sull’esposizione di esperienze personali che avevano lietamente contraddistinto la vita di ognuno. Alle 23:45 arriva poi quello che si può definire il secondo a base di pesce; i cori continuano all’impazzata fino al caffè, limoncello e amaro. Finita la cena verso 00:20 si procede lungo la spiaggia bardati delle giuste munizioni d'alcool racchiuse in un magico secchiello da spiaggia con cui Ange ricordandosi quando ci giocava con la sabbia riempendolo tutto, ormai cresciuto sostituisce il contenuto riempendolo di vino, che ohimé presto finisce appartandosi in un lettino in spiaggia per profonda meditazione con se stesso; tra uno scherzo ed un racconto teso a far pentire Luca della scelta fatta, prendono inizio le “Picciniadi”: in giro per il lido il Piccio doveva superare delle prove che si caratterizzano in
1. riuscire a convincere dei ragazzi a fare il “seggiolino del papa”con le mani mettendosi seduto di sopra.
2. la secoda e tremenda prova che mette a dura prova la futura moglie, di ballare con una ragazza.
3. salire in un albero mentre la gente passa.
Superate brillantemente le prove, inaspettatamente il “dramma di serata”: un amico del Piccio alterato in maniera importante dall’alcool, impazzisce nel momento che si accorge di aver perso nel suo “vagare alterato” , il proprio cellulare di 800 euro; ecco poi inserirsi in questo atteggiamento fastidiosamente imprevedibile per chi gli sta intorno, l’autista Guido che riesce persino a perdere la sua infinita pazienza dicendo che non lo avrebbe fatto salire nel pulmino in quello stato. La situazione infine riesce a prendere una svolta positiva e alla fine si riesce a ripartire tornando la mattina.